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Alzati dalla sedia Alzati dalla sedia
...vivrai di più..
Un interessante articolo sulla salute tratto da “La Stampa”. .

Gli esercizi minimi per chi non può muoversi; da fare seduti e con la schiena appoggiata:
1. accavallate la gamba destra sulla gamba sinistra e descrivete piccoli cerchi con il piede sollevato. Prima in senso orario e poi antiorario. Ripetere più volte, alternando i piedi;
2. tenete i piedi appoggiati al pavimento e la schiena dritta, alzate prima un tallone e poi l’altro, senza sollevare la punta. Ripetere il movimento più volte;
3. ruotate la testa con un movimento circolare a mantenendo la schiena in posizione verticale;
4. inclinate la testa verso una spalla e poi l’altra. Toccate il petto con il mento e restate nella posizione per alcuni secondi;
5. sollevate il braccio destro verso il soffitto, poi il sinistro;
6. effettuate movimenti circolari con le spalle.

Muore prima chi sta troppo seduto. Vien proprio da parafrasare la poesia di Martha Medeiros: «Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce...». E questa volta è proprio vero. Alzarsi in piedi è il primo passo per vivere più a lungo. Lo prova uno studio di sette ricercatori guidati da Alpa Patel, epidemiologa dell'American cancer association specializzata sul ruolo dell'attività fisica nella prevenzione al cancro.
Nel lavoro pubblicato dall'American journal of epidemiology si rende conto di tredici anni di test su 53.440 uomini e 69.776 donne sani. Gli uomini che sono stati seduti più di sei ore al giorno sono risultati avere il 18% di probabilità in più di morire rispetto a quelli che hanno passato in poltrona meno di tre ore. Per le donne la percentuale sale al 37%. Di quelli che si sono alzati raramente, poi, il 48% per cento degli uomini ed il 94% delle donne hanno avuto ancor più probabilità, perché hanno trascurato lo sport.

Al lavoro, al pc, davanti alla tv, in auto, a cena. Il tempo che passiamo seduti è infinito. E questa posizione, oltre ad essere dannosa per il funzionamento interno del corpo, facilita pure abitudini esterne sbagliate, come il consumo di cibi ipercalorici e di alcolici. Secondo Giorgio Palestro, preside di Medicina a Torino, «Se ci si siede per stanchezza va bene, ma una vita troppo sedentaria schiaccia la colonna vertebrale, rallenta la circolazione del sangue e dunque la pulizia dell'organismo. Da fermi, si accumulano poi i radicali liberi, delle strutture chimiche che favoriscono lo sviluppo di tumori. E i materiali grassosi, invece di essere bruciati, si stratificano nelle arterie portando al rischio di arteriosclerosi e d'ischemia. Stando troppo rilassati, infine, l'attività muscolare compresa quella cardiaca, si disimpegna>>.

Una persona che si alza spesso dalla sedia per muoversi è pure di buon umore. E' la tesi di Piergiorgio Strata, professore emerito di Fisiologia a Torino. «La capacità di alzarsi è segno di euforia, motivazione, vittoria sullo stress - spiega -. Certo non bisogna neanche stare troppo fermi in piedi se no si sviene, come le guardie della regina, per la stasi venosa che riduce la pressione cardiaca». D'altra parte, siamo nati per alzarci, correre, camminare... Invece ora attraversiamo una piena involuzione da computer. Secondo una ricerca, il numero di miopi aumenta, perché guardiamo sempre più solo da vicino e il cervello si adatta. Eppure come siamo nati per stare in piedi, siamo riusciti a guardare lontano per sopravvivere. Dobbiamo tornare ad osservare le montagne, il cielo e le stelle. Altrimenti, le tecnologie oltre ad essere un grande aiuto per la nostra specie rischiano di compromettere la vivacità>>

E lo sport? «Per chi non ha problemi, dire che l'attività fisica è utile equivale a dire che una medicina fa bene. Ma dipende come, quando e perché», mette in chiaro Luciano Gemello, docente di Scienze motorie a Torino. «L'ideale, come per la dieta, è variare», spiega lui che è personal trainer da prima che la definizione arrivasse in Italia: «In 25 anni ho fatto alzare dalla sedia centinaia di persone. Una soddisfazione che dimostra come le persone possano cambiare il loro modo di vivere»
 
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